Contenuti per adulti
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Respira.
Fallo per davvero.
Inspira.
Ora conta insieme a me.
Uno. Due. Tre.
Lo faccio insieme a te.
Espira.
Il terrore è nello sguardo.
Uno. Due. Tre.
Esatto, benissimo.
Ancora una volta.
Inspira.
Insieme.
Uno, due, tre.
Ecco, bravissima.
Continua così.
Ancora una volta insieme?
Un cenno col capo.
D'accordo.
Inspira, brava, uno-due-tre, espiriamo, uno, due, tre.
Ok, come va? Come ti senti?
Meglio?
Benissimo, tienimi le mani ancora per un po'.
Non c'è fretta.
Sì, guardami, lo vedi come sono tranquilla?
È tutto sotto controllo.
Ci stringiamo le mani, la guardo: "non ti lascio" le dissi.
Lei continua ad aggrapparsi a me, ora con una sicurezza incerta che fa capolino da quelle iridi spaventate.
"Figlia del mio grembo, finirà tutto questo", pensai.
Era accaduto ancora una volta.
Sebbene meno frequenti grazie alla nuova terapeuta, gli attacchi d'ansia erano ancora lì. Come ospiti indesiderati che si autoinvitano senza preavviso e ti sbaragliano la giornata.
Niente messaggi corporei, nessuna condizione specifica esterna.
Una scelta apparentemente casuale, quella del momento in cui si presentano, ma che in realtà cela un determinato mix di fattori che poi diventa esplosivo.
E tu devi essere pronta/pronto a reagire.
E ho dovuto imparare.
Perché dentro a quel vortice, non si vede e non si sente più niente.
I pensieri invadono la mente con una rapidità insostenibile e sono tutti negativi e ci sono mille domande che vagano incontrollate alla ricerca delle più assurde risposte. E la razionalità è rannicchiata, sotto alla scrivania, incapace di affrontare un caos tanto grande.
Così tu, per essere d'aiuto, puoi soltanto farti strada, puntando i piedi bene a terra e concentrando tutta te stessa su quel preciso momento. E così procedi inizialmente a passo di leopardo, portando la dolcezza e la rassicurazione come trasporti speciali, da proteggere e mostrare a chi hai davanti, come tua bandiera.
Lei mi ha insegnato come fare e non si può spiegare quanto questo sia stato dissacrante.
Lei è la gioia che permea la mia esistenza.
E, lei, non sarà mai sola.
E un giorno, questa compagna di viaggio indesiderata, se ne andrà, voglio vederla allontanarsi dalla sua vita e lasciare spazio ad una primavera che le avvolga il cuore in foulard di fiori.
Ti abbraccio forte mia figlia.